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Mozart alla Fenice

di Venews giugno 2006
Teatro La FeniceIl mese di giugno per il Teatro La Fenice si chiuderà con una importante occasione di dimostrare come, nonostante i forti tagli economici ingiunti dal precedente Governo, la Fondazione lirica sia ancora in grado di produrre opere ex novo e non solo di affittare seppur pregevoli produzioni altrui.
L'occasione è importante sia perché per la stagione in corso questa sarà la prima opera in nuovo allestimento (doveva essere preceduta da Il Crociato in Egitto, poi spostato al 2007), sia perché si tratta di un'opera che andrà a fine luglio al Festival di Salisburgo, nell'ormai inflazionato 250° anniversario dalla nascita di Mozart, quindi in una vetrina internazionale unica nel suo genere.
E l'opera in questione è Lucio Silla di Wolfgang Amadeus Mozart, in scena a Venezia dal 23 giugno al 1° luglio. L'opera sarà diretta da Tomas Netopil, la regia sarà affidata a Jürgen Flimm.
Gli interpreti principali saranno Roberto Saccà, che interpreterà l'eroe eponimo, Annick Massis sarà Giunia, Monica Bacelli sarà Cecilio, mentre Veronica Cangemi vestirà i panni di Lucio Cinna, Stefano Ferrari sarà Aufidio. L'opera, per la prima volta a Venezia, rappresenta la più impegnativa fatica del giovane Mozart per il pubblico italiano, al suo terzo tentativo con il genere serio, dopo Ascanio in Alba e Mitridate, re di Ponto. Il libretto prescelto era stato steso da un letterato livornese, Giovanni de Gamerra, che lo affidò alle cure dell’autorevolissimo Metastasio, che lo lesse con attenzione e diede la sua «pienissima approvazione».
Raccontare la trama è impresa ardua, trattandosi di The clemency of the tyrant un'opera seria in pieno stile settecentesco, nella quale l'intrigo politico si intreccia con le relazioni tra i personaggi, e dove la ragion di Stato va sempre a cozzare con i sentimenti degli individui, in un vortice di travestimenti e agnizioni, di fraintendimenti e scoperte, intrighi e perdono. Basti dire quindi che al centro del dramma si trovano due coppie di amanti (Lucio Silla, innamorato di Giunia, figlia del defunto avversario Mario, che però ama il senatore Cecilio, che è stato mandato in esilio; e Celia e Cinna) le cui vicissitudini sono determinate dal comportamento del tiranno cui è intitolata l’opera. Lucio Silla è il detentore del potere, un potere utilizzato, almeno nel finale, in termini di clemenza: non a caso infatti l’abate Metastasio avrà potuto notare, nel perdono generale che conclude il testo di De Gamerra, una marcata somiglianza con l’esito della Clemenza di Tito, suo titolo celeberrimo che anche Mozart avrebbe tardivamente messo in musica.
Oltre alla comprensibile acerbità di alcuni momenti, già si sente però forte l'ambizione del compositore adolescente, che esplora nuove vie nell’invenzione formale (basti ricordare il numero straordinario di ben nove recitativi accompagnati), e che raggiunge il massimo della convinzione nella scena conclusiva del primo atto, la tipica scena d’ombra presso il cimitero degli eroi: Mozart concepisce una grande scena in cui diversi pezzi si concatenano con avvincente efficacia scenica, facendo presagire i grandiosi finali d'atto delle sue opere più mature, capisaldi dell'intera storia dell'opera.

di M.T.

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