Sul rio di S. Barnaba si trova il ponte dei Pugni, un ponte di particolare importanza nella tradizione delle feste di Venezia. Infatti sia il nome che le impronte di pietra bianca sulla piazzola centrale sono il ricordo di un gioco violento, di origini antichissime, e basato sulla rivalità tra Castellani, abitanti di una parte della città, e Nicolotti, abitanti di un'altra parte.

Le battaglie avvenivano generalmente da settembre a Natale, periodo durante il quale il ponte diveniva il teatro della spettacolare gara, che poteva durare anche tutta la notte e che via via si trasformava in una zuffa furibonda con morti e feriti; i combattenti, precipitando in acqua, se ancora vivi e non troppo tramortiti, tornavano sul ponte a combattere con più furore di prima.

Occorre ricordare che i ponti (come le fondamenta) erano un tempo senza spallette, composti di pochi, larghi gradoni (due o tre per lato) perchè potessero essere comodamente percorribili dai cavalli e dai carri, come era consuetudine nei primi secoli. Un folto pubblico accorreva ad assistere allo spettacolo, assiepandosi sulle fondamenta o tifando da barche ancorate nei pressi del ponte. Le due fazioni popolari si scontravano anche su altri ponti della città, ad alcuni dei quali è così rimasto il nome "della guerra". Nelle epoche più remote le squadre si affrontavano addirittura con bastoni; ma ben presto, nel corso del secolo XIII, l'uso di questi diradò e venne definitivamente proibito solo nel tardo 1500, a favore dei pugni.

La Repubblica disciplinava e incoraggiava questi giochi, considerandoli come addestramenti bellici; a volte li promoveva, facendoli allestire a divertimento di personalità straniere in visita. Fu con un decreto settecentesco che il Consiglio dei Dieci fece cessare le battaglie sui ponti, sostituendole con altri esercizi, quali le regate o piramidi umane. 

 

Joseph Heintz il Giovane, Competizione al ponte dei pugni a Venezia, 1673, Germanisches Nationalmuseum, Norimberga.

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Bibliografia: 

G. Lorenzetti, Feste e maschere veneziane, Venezia 1937.

G. Lorenzetti, Venezia e il suo estuario, Trieste 1975.

P. Molmenti, La storia di Venezia nella vita privata, 3voll., Trieste 1981.

G. Piamonte, Venezia vista dall'acqua, Venezia 1977.

B. Tamassia Mazzarotto, Le feste veneziane, Firenze 1961.

G.Tassini, Curiosità veneziane, Venezia 1964.

 

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